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Diario di viaggio ed incontro dell'orso polare in Islanda, di Emanuela Scarponi.

Dopo aver attraversato il villaggio di Kirkjubaejarlaustur, proseguiamo lungo la costa meridionale verso il Parco Nazionale di Skaftafell, un’oasi verde fra le lingue di ghiaccio che precipitano dai ghiacciai Oraefajokull e Vatnajokull fino all’oceano, per perdersi nella laguna glaciale di Jokulsarlon dove gli iceberg galleggianti creano un’atmosfera magica e dove appaiono dal nulla orsi polari che, provenienti dalla Groenlandia, naufragano sulle coste islandesi a bordo di "scialuppe" di ghiaccio, a causa del surriscaldamento del Pianeta Terra e dello scioglimento dei ghiacciai eterni.

Sono immagini per me nuove di un paesaggio incantato, lontano dalla nostra vecchia Europa: siamo vicini al Polo Nord ed assistiamo al miracoloso spettacolo del tramonto artico, visibile solo grazie ad un fortunoso cielo splendente, fenomeno assai raro a queste latitudini: cielo e acqua si incontrano in un susseguirsi di gradazioni del colore blu, che sembrano richiamare le infinite sfaccettature dell'animo umano, dal celeste del cielo al blu profondo del Mare Artico, nel quale sono numerose le foche che nuotano e che smuovono acque, altrimenti immobili, e sullo sfondo del quale un orso silenzioso e quieto le attende mimetizzato.

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Il paesaggio è surreale e ricorda l'ambientazione propria delle antiche Saghe Vichinghe.

Comincio a scattare fotografie senza sosta, come un vero esploratore che d'improvviso si perde nell'immensità della bellezza del paesaggio celestiale che ha di fronte, abitato da fate, elfi, gnomi e folletti.

Come in un incantesimo mi sento sospesa tra cielo e acqua, sorretta dai ghiacciai eterni su cui sosto immobile e dai trasparenti iceberg delle forme più variegate, che galleggiano elegantemente sulle acque fredde, scolpiti dai venti forti del Nord e dal calore del sole che penetrandoli, creano meravigliosi giochi di luci ed ombre: su di essi puntello le mie scarpe da trekking per andare un po' più in là....e camminare sulle fredde acque del Mare Artico, timorosa di scivolare e perdermi per sempre nel blu profondo sotto di me. A tratti, in questo paesaggio artico, si intravede il colore marrone intenso della nostra amata terra...

Ma, ad una osservazione più attenta, propria di una antica cacciatrice vichinga, che le mie fattezze chiaramente ricordano secondo Margaret, la mia guida islandese, emerge - immobile come roccia - un enorme animale dalla coltre pelliccia marrone a chiazze più chiare e più scure....è l'orso polare!!!

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Si volta, probabilmente tormentato dal flash della mia macchinetta fotografica, ed il suo muso scuro finisce per rispecchiarsi nelle acque limpide ed immobili del mare sottostante, a distanza ravvicinata dalle foche che nuotano indisturbate, ignare della presenza del loro predatore.

Una lunga ed ampia distesa di ghiacciai eterni sullo sfondo, situata tra antichi vulcani e terre desolate e piatte, ricoperte di lava innevata, fa da cornice a questo paesaggio incantato...siamo al Polo Nord!

Un ultimo scatto prima di lasciare questo paradiso incantato....presto il sole tramonterà dietro l'orizzonte polare e la leggendaria stella Vega si ergerà luminosa per guidare i viaggiatori nella lunga notte artica e forse per ricordarci che non esistono confini nel ricercare la vita e l’amore, nelle molteplici forme e sembianze in cui si manifestano, sul nostro pianeta come su altri.

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Questo accade seguendo il desiderio, innato nell’Uomo, di arrivare là dove nessun altro é mai giunto prima per ricomporre il puzzle del mistero dell’esistenza, di cui conosciamo ancora oggi solo piccoli frammenti..." (estratto da La Namibia e i suoi popoli" ISIAO 2009).

Mentre tutto sembra acquietarsi nella lunga notte artica, ecco d'improvviso l'aurora boreale colorare di verde smeraldo la volta del cielo, effetto dei venti solari che attratti dai poli magnetici terrestri, rendono il paesaggio artico incantato.

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Orsi polari

Del riscaldamento globale sentiamo parlare giornali, studi scientifici, televisione e blog della rete ma la situazione si aggrava sempre di più. Che la colpa sia interamente dell’uomo o soltanto in parte, resta il fatto che diverse specie animali sono state costrette a cambiare habitat, spostandosi in zone più adatte a loro a livello

di clima. Il surriscaldamento sta sciogliendo i ghiacci e riducendo l’Artico ad isole sparse nell’oceano.

La perdita dei ghiacci non significa soltanto aumento del livello marino: molti animali migrano, non trovando più una temperatura adatta, e i predatori di questi finiscono per perdere la loro principale fonte di sopravvivenza. In questo cambiamento, tra l’altro piuttosto rapido, alcune specie animali non fanno neppure in tempo ad adattarsi o non ne hanno la possibilità. E’ il caso dell’orso polare (Ursus maritimus), che più di tutti ha sofferto la rovina del proprio ecosistema.

La Groenlandia dista 280 chilometri dall'Islanda. Quindi, malgrado gli orsi polari non siano nativi di questa terra, occasionalmente ci finiscono navigando per il mare sugli iceberg provenienti dall'Est della Groenlandia.

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Estratto dell'articolo di Ævar Petersen del maggio 2010 Icelandic Institute of Natural History:

Sono circa 500 i riferimenti storici documentati ad avvistamenti di orsi polari in Islanda riportati su giornali ed articoli, pubblicazioni di storia naturale, biografie, annali e manoscritti, ma bisogna tenere presente che molti racconti sono tramandati per tradizione orale.

Avvistamenti, frequenza e distribuzione

Nel marzo 2010 si sono praticamente contati 289 avvistamenti di orsi polari accertati nella storia di Islanda, e 611 i riferimenti generici.

Distribuzione degli avvistamenti degli orsi polari in Islanda. Ogni punto rappresenta una singola osservazione. Il punto al centro dell'Islanda indica il numero di osservazioni che non può essere specificato ulteriormente (13).

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Il più antico riferimento risale all'anno 890 ed è riportato nel "Book of Settlement (Landnámabók), dove si attesta che Ingimundr il Vecchio, che abitava nella Vatnsdalur Valley, incontra un orso femmina coi suoi due cuccioli presso un lago conosciuto oggi come cubs Húnavatn o Cub-Lake. Cattura gli animali vivi e li porta in regalo al re Haraldr di Norvegia. Haraldr premia Ingimundr con una nave Stìgandi, carica di legname.

Sono sporadici i riferimenti precedenti ad avvistamenti di orsi polari, ma sono molte le storie narrate ed i luoghi indicati.

I resti rinvenuti del più vecchio orso polare data circa 13 000 anni fa (Jóhannes Áskelsson 1938), a dimostrazione che gli orsi polari sono arrivati in Islanda molto prima di essere insediata dall'uomo.

Gli annali sono la principale risorsa dei dati storici sulle osservazioni dell'orso polare da cui si evince che mentre sono sporadici gli avvistamenti degli orsi polari nel Medio Evo, diventano più o meno continui dal 18esimo secolo ad oggi, particolarmente dopo l'avvento dei giornali nel 19esimo secolo.

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Þórir Haraldsson di Akureyri e Einar Vilhjálmsson di Seyðisfjörður hanno numerato gli orsi polari arrivati in Islanda.

frequenza degli avvistamenti dell'orso polare dall'insediamento degli essere umani in Islanda nel 9 secolo. le colonne celesti mostrano il numero degli avvistamenti mentre quelle blu indicano il numero degli animali.

Come si può vedere, la frequenza degli arrivi degli orsi polari tocca il suo picco massimo durante la seconda metà del 19esimo secolo. Le fluttuazioni annuali sono considerevoli. Si riportano i dati relativi a segni lasciati da orsi arrivati in Islanda: nel 1274 sono 22; nel 1275 sono 27; nel 1621 sono 25; nel 1745 sono 39; nel 1881 sono 73; nel 1918 sono 30; nessun avvistamento in altri anni. La maggior parte dei riferimenti documentati relativi agli orsi polari risale al 19esimo secolo, ma bisogna tenere a mente che mancano dati relativi ai secoli precedenti.

A questi si aggiunge l'ultimo avvistamento fatto da me il 3 novembre 2013, al tramonto, presso la laguna glaciale di Jokulsarlon, la laguna dal fiume Giallo, che si trova a Sud Est dell'Islanda. Una laguna di profonde acque gelide in cui galleggiano numerosi iceberg dai riflessi azzurri, alcuni dei quali striati da nera

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sabbia lavica e alte grida di gabbiani, sterne e procellarie. Sembra di stare al polo, invece siamo a Jokulsarlon, lungo la Ring Road, una delle lagune che si trovano ai piedi della calotta glaciale islandese, il Vatnajokull.

La banchisa è il fattore che influenza maggiormente l'arrivo degli orsi polari in Islanda e gli avvistamenti degli orsi polari su terra islandese deve essere effettuata tenendo conto della sua distribuzione intorno all'Islanda dai fiordi ad Ovest e lungo la costa a Nord e ad Est fino all'estremo Sudest del Paese. La banchisa si dirige prima verso i fiordi ad Occidente dell'Islanda, poi si disperde verso Est lungo la costa settentrionale dell'Islanda. È sorprendente dunque che la maggior parte degli avvistamenti dell'orso polare non avvenga nei fiordi occidentali ma piuttosto a settentrione del Paese: a Skagafjarðarsýsla District ne sono stati avvistati 20; a Eyjafjarðarsýsla District 17; a S-Þingeyjarsýsla District 26 ed a N-Þingeyjarsýsla District 54.

Sembra che molti di questi orsi arrivino galleggiando sulla banchisa diretta verso Sud dall'isola Jan Mayen verso la costa Nord-Est dell'Islanda.

Racconti o leggende sugli orsi bianchi ?

Sono molte le storie narrate sugli orsi bianchi che arrivano in Islanda. Molti racconti hanno tono folkloristico ed è difficile distinguere tra mito e realtà. Alcune storie sono chiaramente assurde come la storia dell'orso sull'isola di Grímsey che sbattè con così tanta forza la sua zampa sul ghiaccio da far sgorgare una sorgente abbondante

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d'acqua o quella di un orso che inseguì un uomo sul Lágheiði Moor ma non lo attaccò per una lama elfica che aveva con sé. Quando l'uomo la dette via, l'orso lo attaccò e lo uccise.

Una storia simile viene raccontata del villaggio di Kelduhverfi. In 4 o 5 casi sembra che l'orso abbia ucciso delle persone, probabilmente 20.

E' famoso anche il racconto di un orso polare che apparve sulla porta del fabbro Jóhann Bessason's Smithy nell'inverno del 1881.

Previsioni legislative

La legge sulla caccia agli orsi del 1849 - che permette alle persone di cacciare ed uccidere orsi ovunque si trovino è rimasta in vigore fino al 1994, sostituita dalla corrente legislazione che protegge gli orsi polari ad eccezione di casi in cui siano pericolosi per la salvezza degli esseri umani e bestiame su territorio islandese.

La legislazione islandese resta piuttosto vaga sull'argomento sebbene sia chiaro che non si può uccidere un orso polare in acqua, se sta nuotando o galleggiando sulla banchisa.

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Sono più comuni oggi gli orsi polari in Islanda rispetto al passato?

L'uccisione di tre orsi polari tra il 2008 ed il 2010 ha destato l'interesse dei mass-media islandesi e stranieri, divenendo la protezione dell'orso polare ed i possibili effetti dei cambiamenti climatici globali oggetto di dibattito internazionale. D'altra parte gli orsi polari non possono prosperare in Islanda a causa dell'assenza di ghiacciai eterni ed insufficiente rifornimento di cibo. Nel 2008 gli orsi polari sono arrivati in estate piuttosto che in inverno e gli islandesi hanno pensato ad un cambiamento climatico in atto.

Mentre la frequenza degli arrivi degli orsi polari in Islanda nell'arco degli ultimi 50 anni è la medesima, tra il 1901 ed il 1950 fu pari al doppio, mentre tra il 1851ed il 1900 gli orsi arrivavano due o tre volte l'anno ma il numero resta il medesimo negli ultimi tre secoli, una media di 1o 2 animali l'anno.

Dopo gli incidenti avvenuti nel 2008, una Commissione ha fatto delle raccomandazioni da seguire in caso di approdo di orso polare sulla spiaggia islandese. La Commissione è giunta alla conclusione che è meglio uccidere questi animali, basandosi sulle seguenti motivazioni: la salvezza degli esseri umani e del bestiame, la larga popolazione di orsi polari nell'area da cui provengono (NE-Greenland) e l'alto costo del trasporto degli animali nel loro habitat naturale.

Si potrebbe aggiungere un quarto fattore come elemento discriminante: le condizioni di salute degli orsi al loro arrivo. E chiedersi se non sarebbe il caso che le

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autorità locali non assestassero le loro condizioni di salute prima di decidere di abbatterli.

Le associazioni per la conservazione e la protezione della vita animale protendono per riportare gli animali nel loro habitat naturale e l'Islanda potrebbe almeno tentare di aiutare a proteggere queste specie in via di estinzione.

Riferimenti bibliografici (solo in Islanda)

Benedikt Gröndal 1878. Dýrafræði. Reykjavík. I-xiv+168 pp.

Bragi Magnússon 1994. Bjarndýr á Tröllaskaganum (Byggt á útvarpserindi frá 1984). Súlur 21(34): 34-40.

Björn Teitsson 1975. Bjarnfeldir í máldögum. In: Afmælisrit Björns Sigfússonar (pp. 23-46). Ein Kristilig handbog 1555. Tr. Marteinn Einarsson.

Einar Vilhjálmsson 2001. Sjómannadagsblað Austurlands. [Handrit í Héraðsskjalasafni Austfirðinga].

Gunnlaugur Oddsen 1821. Almenn Landaskipunarfræði.

Jóhannes Áskelsson 1938. Um íslenzk dýr og jurtir frá jökultíma. Náttúrufræðingurinn 8(1): 6-7.

Jóhannes Friðlaugsson 1935. Hvítabjarnaveiðar í Þingeyjarsýslum. Eimreiðin 41(4): 388-403.

Jón Thorarensen 1944. Jóhann skytta. In: Rauðskinna V. Reykjavík (pp. 84-91). 128 pp. [Endurbirt í Rauðskinna hin nýrri (1971)].

Jónas Halldórsson 1973. Bjarndýr í Staðarbyggð. Súlur 3(5): 99-101.

Þór Magnússon 1985. Jóhann skytta og bjarndýrsveiðari. Húnvetningur 10: 25-26.

Þórir Haraldsson 1991. Af eyfirskum hvítabjörnum. Norðurslóð 13.12., 15(10): 10-11.

Þorvaldur Thoroddsen 1916-17. Árferði Íslands í þúsund ár. Hið ísl. Fræðafjelag, Kaupmannahöfn. 432 pp.

Ævar Petersen 2010. Hvítabjarnakomur á Íslandi, einkum á Norðurlandi, ásamt almennum upplýsingum. In: Þorsteinn Sæmundsson, Helgi P. Jónsson & Þórdís V. Bragadóttir (eds.). Húnvetnsk náttúra 2010. Málþing um náttúru Húnavatnssýslna á Gauksmýri 10. apríl 2010 (pp. 21- 23). Náttúrustofa Norðurlands vestra NNV-2010-003. 105 pp.

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Ævar Petersen & Þórir Haraldsson 1993. Komur hvítabjarna til Íslands fyrr og síðar. In: Villt íslensk spendýr (pp. 74-78). Hið ísl. Náttúrufræðifélag – Landvernd.

A seguito di questo avvistamento scientifico, ho promosso una conferenza presso il Ministero degli affari esteri, a data da definirsi, che vede il coinvolgimento di esperti del settore scientifico e diplomatico per spiegare appieno i fenomeni naturali cui ho avuto il piacere di assistere in questo meraviglioso Paese, l'Islanda, così vicina geograficamente e teatro di osservazione di fenomeni naturali di grande attenzione di tutti gli scienziati - e per una fortunata come me - luogo di osservazione di orsi polari alla deriva...provenienti direttamente dalla Groenlandia....

Ringrazia per l'iniziativa Greenpeace, l'onorevole Francescato che sarà nostra ospite, gli Amici dell'Islanda, il console onorario d'Islanda a Roma, l'Ambasciatore Ferraris che promuoverà l'iniziativa presso la Farnesina: l'evento conterà sulla partecipazione di esperti di astronomia e fisica quantistica per spiegare l'aurora boreale. Saranno nostri ospiti Ing. Prof. Maurizio Scarponi per la fisica quantistica, ing. Paolo Ammendola per l'astronomia, ing. Antonello Satta, per l'Osservatorio astronomico di Asiago.